Contiene gli aggiornamenti sulla sterilità, la fecondazione assistita, gravidanza, poliabortività spiegati in termini semplici e comprensibili.
domenica 29 agosto 2010
Il rischio di contaminazione del materiale biologico crioconservato è minimo
Tutte le principali Organizzazioni Sanitarie mondiali si sono negli anni pronunciate sulla crioconservazione al fine di regolamentare la gestione dei vari campioni di un laboratorio. L'attenzione è principalmente rivolta al potenziale infettivo dei campioni maneggiati (si richiede infatti a tutti i pazienti un pannello di esami infettivologici prima della crioconservazione) e alla possibilità di contaminazione in azoto liquido di un campione "sano" da parte di un campione infetto.
2. Lo studio. Uno studio appena apparso sulla rivista Fertility and Sterility ha analizzato tutta la letteratura scientifica disponibile sull'argomento sia nei laboratori di Fecondazione Assistita che in quelli di ricerca in cui si maneggiano cellule animali. Dalla revisione della letteratura il rischio di cross contaminazione nei laboratori di Fecondazione Assistita risulta esiguo.
Agopuntura e transfer embrionale
martedì 24 agosto 2010
Abortività ripetuta: le immunoglobuline non funzionano
Gli ovociti vitrificati funzionano come quelli freschi
L'alcool durante la gravidanza danneggia la spermatogenesi del figlio
Lo studio pubblicato su Human Reproduction dimostra che la concentrazione degli spermatozoi del figlio si riduce con l'aumentare dell'uso di alcool durante la gravidanza.
Le uova di donne con endometriosi sono alterate geneticamente.
venerdì 13 agosto 2010
martedì 20 luglio 2010
Fattori predittivi le aneuploidie di ovociti umani
Lo studio. È uno studio sperimentale pubblicato sulla rivista Human Reproduction. È stato svolto in un centro di Medicina Riproduttiva italiano da persone che hanno molte pubblicazioni in diverse riviste internazionali.
Quesito dello studio. Lo studio vuole determinare i fattori di rischio che aumentano la probabilità di errori nel processo meiotico dell’ovocita.
Metodi. Patients. 540 coppie infertili che sono andate incontro a 706 cicli di fecondazione in vitro.
Interventions. 4163 ovociti raccolti sono stati denudati e i globulo polare risultanti della prima divisione meiotica prelevati e analizzati tramite FISH con sonde per i cromosomi 13, 15, 16, 18, 21 e 22. L’inseminazione è stata fatta per ICSI, è stato seguito lo sviluppo embrionale e, dopo il transfer, l’esito della gravidanza è stato verificato con la presenza del battito fetale.
Comparisons. 640 cicli avevano indici di prognosi sfavorevole (418 con età della madre ≥38 anni, 202 con ripetuti fallimenti di cicli di IVF, 20 con ripetuti aborti), che aumentano il rischio di sviluppare ovociti aneuploidi, mentre i rimanenti 66 erano senza indici prognostici sfavorevoli e sono stati usati come controllo.
Outcomes. Relazione tra aneuploidie ovocitarie e caratteristiche prognostiche dei pazienti, tipo di stimolazione ormonale e risposta all’induzione ovarica.
Risultati. La percentuale di ovociti bilanciati dal punto di vista cromosomico è risultata direttamente correlata al numero di ovociti maturi ottenuti e alla successiva evidenza di gravidanza clinica (p < 0.01), mentre è risultata inversamente proporzionale all’età della donna, all’infertilità femminile (endometriosi, precedenti aborti, fattore ovarico), agli indici prognostici negativi della coppia (fallimenti di IVF, poliabortività) ed alla quantità di FSH per ovocita e per ovocita in metafase II (p < 0.01).
Conclusioni. L’analisi genetica del primo globulo polare viene effettuata per selezionare ulteriormente, oltre alla morfologia, gli ovociti da fertilizzare, specialmente se vi è per legge un limite di numero di embrioni da impiantare. È stato visto che la percentuale di ovociti aneuploidi è maggiore in donne con età ≥38 anni, seguita da coppie che hanno avuto ripetuti fallimenti di cicli di IVF. I diversi tipi di stimolazione ovarica non hanno mostrato aumento di aneuploidie, mentre queste sono inversamente proporzionali al tipo di risposta della donna all’induzione ovarica (numero di ovociti ottenuti e quantità di FSH necessaria per ottenere un ovocita). Il tasso di aneuploidie si correla invece con cause di infertilità come endometriosi, infertilità ovarica e poliabortività. Questo studio dimostra, quindi, che le aneuploidie dipendono da un gran numero di variabili e lo studio del globulo polare, in donne con queste condizioni, può aiutare la scelta dell’ovocita che verrà poi fertilizzato con ICSI.
domenica 4 luglio 2010
VALORI DI RIFERIMENTO DEL LIQUIDO SEMINALE: LA NOSTRA OPINIONE
I parametri di riferimento adottati dall'OMS si basano su una popolazione fertile, in cui cioè un concepimento spontaneo è ottenuto entro 12 mesi di tentativi regolari non protetti. Se si osservano invece i parametri estrapolati dallo studio di una popolazione a fertilità sconosciuta, questi risultano diversi per tutti principali parametri normalmente oggetto di studio (concentrazione, motilità, morfologia).
Con la nostra lettera proponiamo alla comunità scientifica internazionale di adottare, per la valutazione del liquido seminale di pazienti infertili riferiti a centri di Fecondazione Assistita, NON la classificazione proposta dal WHO basata su maschi fertili, BENSI' la classificazione riferita alla popolazione a fertilità sconosciuta, che meglio rappresenta chi si rivolge ad un centro di Fecondazione Assistita.
Di seguito i limiti minimi di "normalità" secondo le due classificazioni:
VOLUME:
popolazione fertile 1,5 mL; popolazione generale 1,2 mL
CONCENTRAZIONE:
popolazione fertile 15 milioni/mL; popolazione generale 9 milioni/mL
MOTILITA' PROGRESSIVA:
popolazione fertile 32%; popolazione generale 31%
MORFOLOGIA:
popolazione fertile 4%; popolazione generale 4,7%
venerdì 2 luglio 2010
“ICSI fisiologica”: la selezione di spermatozoi con acido ialuronico risulta in una migliore qualità degli embrioni
Lo studio. È un insieme di 3 studi prospettici pubblicato sulla rivista Fertility and Sterility svolto in un centro di PMA di Bologna. Gli autori presentano varie pubblicazioni in questo argomento su diverse riviste internazionali.
Quesito dello studio. Lo studio vuole determinare il ruolo dell’acido ialuronico nella selezione di spermatozoi per ICSI.
Metodi. Patients. Studio 1: 20 uomini. Studio2: 15 uomini. Studio 3: 206 coppie sottoposte a ICSI.
Interventions. Studio 1: determinazione del grado di frammentazione del DNA spermatozoario mediante il test di dispersione cromatinica (SCD). Studio 2: determinazione della morfologia del nucleo degli spermatozoi secondo il metodo MSOME. Studio 3: studio randomizzato che paragona la ICSI tradizionale in polivinilpirrolidone (PVP-ICSI) con la nuova tecnica proposta in HA (HA-ICSI).
Comparisons. Studio 1: il seme di ogni paziente è stato diviso in 4 gruppi: fresco, dopo swim-up, dopo incubazione in PVP, dopo incubazione in HA. Studio 2: il seme di ogni paziente, dopo separazione in gradiente, è stato diviso in due gruppi: incubazione in PVP e incubazione in HA. Studio 3: suddivisione randomizzata in 94 coppie sottoposte a PVP-ICSI e 112 a HA-ICSI.
Outcomes. Studio 1: tasso di frammentazione del DNA spermatozoario. Studio 2: tasso di morfologia nucleare nella norma secondo i criteri MSOME. Studio 3: fertilizzazione, qualità dell’embrione, impianto e gravidanza.
Risultati. Studio 1: gli spermatozoi legati a HA mostrano il tasso di frammentazione più basso (5.3% contro 11% degli spermatozoi dopo swim-up e in PVP e 16.5% degli spermatozoi freschi; p≤0.001). Studio 2: la percentuale di morfologia normale del nucleo degli spermatozoi legati a HA è significativamente maggiore rispetto a quelli in PVP (14.5% contro 11%; p=0.013). Studio 3: la percentuale di embrioni ad alta qualità ottenuti da spermatozoi con HA-ICSI è significativamente maggiore rispetto a quella ottenuta con PVP-ICSI (35.8% contro 24.1%; p=0.046) e si nota un trend positivo, anche se non significativo, nei tassi di fertilizzazione, impianto e gravidanza.
Conclusioni. I risultati di questo lavoro dimostrano come la selezione di spermatozoi tramite acido ialuronico, componente naturale della barriera di selezione dell’ovocita, possa incrementare i risultati della ICSI, dove l’unica selezione possibile è l’occhio del biologo. Precedenti studi avevano dimostrato come l’HA non ha effetti negativi nello sviluppo dello zigote, quindi gli autori propongono, nel caso in cui altri studi confermassero questi risultati, di usare l’HA come prima scelta per selezionare gli spermatozoi. Inoltre, gli autori propongono anche l’uso dell’HA per velocizzare il processo di selezione nella IMSI.
martedì 22 giugno 2010
Alte dosi di FSH aumentano il tasso di alterazioni cromosomiche degli ovociti maturati in vitro
2. Lo studio: questo lavoro, appena apparso su Fertility and Sterility, indaga in maniera prospettica l'effetto che l'FSH ha sugli ovociti immaturi coltivati in vitro.
3. Metodo: patient(s): 252 ovociti immaturi. Intervention(s): stimolazione ovarica con agonista ed FSH. Gli ovociti immaturi (stadio di vescicola germinale o metafase I) sono stati distribuiti in 5 diversi mezzi di coltura con dosi crescenti di FSH (0; 5,5; 22; 100 and 2000 ng/mL). Comparison(s): osservazione del fuso meiotico con luce polarizzata, analisi genetica con ibridazione fluorescente in situ (FISH). Outcome(s): l'effetto di varie dosi di FSH sul tasso di aneuploidie di ovociti coltivati in vitro.
4. Risultati: la proporzione di ovociti aneuploidi aumenta in maniera dose-dipendente con l'incremento delle dosi di FSH in coltura. Infatti il tasso di aneuploidie è rispettivamente 26,7%; 23,3%; 36,75%; 46,7% e 63,3% per i livelli di FSH di 0; 5,5; 22; 100 e 2000 ng/mL. Alti livelli di FSH incrementano quindi gli errori durante la meiosi degli ovociti immaturi.
venerdì 18 giugno 2010
Il valore dello spermiogramma nelle coppie subfertili
2. Lo studio: è uno studio pubblicato su Fertility and Sterility, osservazionale prospettico multicentrico, che valuta la capacità di concepimento spontaneo entro 12 mesi, di una popolazione subfertile cui viene effettuato inizialmente uno spermiogramma di controllo. Lo studio ha lo scopo di individuare una funzione matematica che riesca ad esprimere la probabilità di ottenere un concepimento spontaneo sulla base delle caratteristiche principali del liquido seminale (concentrazione, motilità, morfologia e volume).
3. Metodi: Patient(s): 3345 coppie subfertili. Intervention(s): analisi del liquido seminale secondo l’OMS. Valutazione della riserva ovarica, della pervietà tubarica e della presenza di endometriosi della partner femminile. Indirizzamento delle coppie (secondo un modello prognostico precedentemente sviluppato basato su fattori femminili e maschili) verso a) un trattamento di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) in caso di cattiva prognosi b) nessun trattamento in caso di buona prognosi. Comparison(s): osservazione delle coppie non indirizzate a trattamento o indirizzate (fino al momento in cui il trattamento inizia) e registrazione delle gravidanze cliniche spontanee ottenute. Outcome(s): una funzione in grado di esprimere la probabilità di concepimento spontaneo in base alle caratteristiche del liquido seminale
4. Risultati:
a) Il 21% delle coppie in osservazione ha ottenuto una gravidanza clinica spontanea.
b) Dei 3345 campioni di liquido seminale, il 41% rientra nella classificazione di normozoospermia secondo l’OMS ed il 59% risulta patologico per uno o più parametri. Il 24% delle coppie con normozoospermia ha ottenuto una gravidanza clinica spontanea contro un 23% di coppie con liquido seminale patologico. Nell’osservazione delle varie alterazioni del liquido seminale, solo una severa oligoastenoteratozoospermia è risultata significativamente meno rappresentata nelle coppie in gravidanza (12%) rispetto alla condizione di normozoospermia.
c) Secondo l’analisi dei dati in questo studio le possibilità di concepimento diminuiscono per:
concentrazione <40 milioni di spermatozoi per mL;
morfologia <20%;
numero totale di spermatozoi <200 milioni.
d) L’analisi multivariata delle caratteristiche del liquido seminale, sulla base di questi risultati, riesce ad indicare ad un individuo subfertile una probabilità di concepimento spontaneo entro 12 mesi che va dal 7% al 41%.
5. Conclusioni: lo studio dimostra che la classificazione secondo l’OMS non è informativa circa la probabilità di concepimento di una popolazione subfertile. L’approccio proposto da questo studio, in cui volume, concentrazione, motilità e morfologia vengono valutati insieme sulla base di un modello matematico, riesce a fornire maggiori informazioni sulla capacità di concepimento spontaneo di un uomo con determinati parametri seminali. L’informazione ottenuta resta limitata alla variabilità del liquido seminale di ogni soggetto e, nella ricerca di un figlio, alle caratteristiche della partner femminile. Tuttavia questo studio getta le basi per una valutazione dello spermiogramma diversa dalla normale classificazione normale/patologico che può risultare maggiormente informativa per la coppia ed il clinico.
giovedì 17 giugno 2010
Uso della FISH in maschi infertili: indicazioni e rilevanza clinica
Il caso: diversi lavori scientifici hanno riportato una correlazione fra alterato spermiogramma e un alto numero di anomalie cromosomiche degli spermatozoi. Quali pazienti possono beneficiare di una tecnica, l’ibridazione fluorescente in situ (FISH) del seme, per visualizzare le eventuali anomalie cromosomiche?
Lo studio: è uno studio retrospettivo di analisi FISH e pubblicato su Fertility and Sterility.
Quesito dello studio: scopo del lavoro è di determinare quei pazienti nei quali una FISH degli spermatozoi potrebbe essere indicata, il numero e quali cromosomi analizzare per avere il r risultato in termini di tempo, costi e informazioni ottenute e infine dare una interpretazione dei risultati ottenuti di rilevanza clinica.
Metodi: Patient(s): 319 pazienti infertili a consulto per riproduzione assistita con età media 36±5. Intervention(s): FISH dei campioni di seme. Outcome(s): frequenze di anomalie nei cromosomi 13, 18, 21, X e Y comparate allo spermiogramma, al cariotipo somatico e meiotico (sulle varie fasi della spermatogenesi) e all’età.
Risultati: i pazienti riscontrati con la percentuale più alta di anomalie cromosomiche degli spermatozoi erano oligozoospermici (50%), oligoastenozoospermici (33.3%) e oligoastenoteratozoospermici (21%). Dei parametri seminali analizzati (conta, motilità e morfologia) solo la conta è correlata con la percentuale totale di anomalie cromosomiche. Il 14% degli individui con cariotipo normale avevano un alta percentuale di anomalie cromosomiche degli spermatozoi, questa percentuale è più alta nei pazienti con cariotipo somatico anomalo (36%) e in pazienti con cariotipo meiotico alterato (26%). Nessuna correlazione è stata trovata con l’età.
Conclusioni: la FISH è particolarmente indicata:
1- in individui con normale cariotipo e quando la condizione oligo è presente;
2- in individui con anomalo cariotipo o che sono portatori di polimorfismi eterocromatinici;
3- individui con alterato cariotipo meiotico.
Lo studio dei cromosomi sessuali (X e Y) e del cromosoma 21 sembra essere sufficiente per identificare un paziente “a rischio” cioè quelli con più alta probabilità di produrre spermatozoi con anomalie cromosomiche.
Significative differenze nelle percentuali di anomalie cromosomiche dovrebbero essere prese in considerazione a prescindere dal valore numerico. Gli individui identificati “a rischio” dovrebbero essere informati circa la disponibilità di tecniche di diagnosi genetica preimpianto e prenatale.
Una relazione tra aneuploidie e arresto della maturazione degli spermatozoi
Lo studio. È uno studio diagnostico pubblicato sulla rivista Fertility and Sterility svolto in diversi laboratori universitari di andrologia negli Stati Uniti. Gli autori hanno altre pubblicazioni in questo campo in riviste del settore.
Quesito dello studio. Lo studio vuole investigare una eventuale correlazione tra transizione istonica e aneuploidie negli spermatozoi.
Metodi. Patients. 7 uomini con oligospermia lieve (concentrazione media spermatozoaria= 14.8 milioni).
Interventions. Sono stati fissati su vetrini 58793 spermatozoi (tra gli 8000 e i 10000 per paziente), colorati con blu di anilina per rilevare la transizione proteine-protamine, poi gli stessi sono stati decolorati con acido acetico e in seguito analizzati tramite FISH usando sonde per i cromosomi X, Y e 17, per rivelarne eventuali aneuploidie.
Comparisons. Gli spermatozoi sono stati suddivisi subito dopo colorazione con blu di anilina in 3 gruppi: uno con leggera colorazione (spermatozoi maturi, con proteine istoniche completamente sostituite da protamine), uno con colorazione intermedia (spermatozoi parzialmente immaturi) ed un altro con colorazione molto forte (spermatozoi severamente immaturi).
Outcomes. Sono state definite le proporzioni dei tre gruppi di spermatozoi e valutate, in seguito, le aneuploidie degli stessi.
Risultati. La percentuale di spermatozoi maturi, parzialmente e severamente immaturi è stata, in media, rispettivamente di 73.1%, 21.8% e 5.0%. L’analisi tramite FISH ha rilevato che la percentuale di aneuploidie dei cromosomi studiati era da 4 a 6 volte superiore (da 3.9 per disomia X a 6.1 per disomia XY) negli spermatozoi con colorazione intermedia (parzialmente immaturi) rispetto a quelli con colorazione leggera (maturi). Negli spermatozoi con colorazione forte non è stato trovato nessun segnale delle sonde per FISH.
Conclusioni. Questi risultati suggeriscono che l’arresto della maturazione negli spermatozoi non è ristretta ad un solo compartimento cellulare. Sono noti in letteratura altri studi che ricercano marcatori di immaturità in una componente spermatozoaria e questo lavoro dà un’altra prova della relazione tra vari parametri maturativi. Il fatto che negli spermatozoi severamente immaturi non si ritrovi il segnale delle sonde per FISH può essere spiegato con un’aumentata frammentazione del DNA dovuta ad un accumulo di radicali dell’ossigeno oppure ad una minore concentrazione di enzimi di riparo del DNA, fenomeni entrambi studiati in altri lavori. Gli step di decondensazione e denaturazione del DNA della FISH aggravano ulteriormente questi danni. Visti questi risultati, è probabile che in uomini che presentano arresto della maturazione degli spermatozoi sia sottostimata la percentuale di aneuploidie spermatozoarie.
lunedì 14 giugno 2010
Identificazione non invasiva della spermatogenesi in pazienti con azoospermia non ostruttiva
Lo studio. È uno studio diagnostico ex vivo pubblicato sulla rivista Human Reproduction e svolto nel Dipartimento di Urologia dell’Università di San Francisco.
Quesito dello studio. Lo studio vuole ricercare una nuova tecnica non invasiva per determinare la presenza di spermatogenesi nei pazienti azoospermici.
Metodi. Patients. 27 uomini che si sono sottoposti a biopsia testicolare per la valutazione diagnostica di azoospermia o per vasectomia.
Interventions. I tessuti bioptici sono stati analizzati istologicamente e in seguito è stata effettuata una spettroscopia a risonanza magnetica di idrogeno (1H-MRS) dei tessuti per valutarne differenze nel metabolismo.
Comparisons. I pazienti sono stati suddivisi in 3 gruppi dopo analisi istologica: 9 pazienti con spermatogenesi normale, 9 con arresto della maturazione (5 precoce e 4 tarda) e 9 con Sindrome a Sole Cellule del Sertoli (SCOS).
Outcomes. Paragone degli spettri di assorbimento di 19 diversi metaboliti per valutare differenze nelle varie condizioni di spermatogenesi.
Risultati. Di tutti i 19 metaboliti analizzati solo la fosfocolina e la taurina hanno presentato differenze significative ma solo tra i tessuti con spermatogenesi normale e quelli con SCOS, mentre quelli con arresto della maturazione presentavano valori intermedi. Inoltre, è stato visto che il pattern metabolico dei tessuti con arresto tardo della maturazione si avvicinava a quello proprio della spermatogenesi normale, indicando che fosfocolina e taurina possano essere marcatori del livello di spermatogenesi.
Conclusioni. I risultati di questo lavoro danno la base per l’allestimento di tecniche non invasive per valutare la spermatogenesi in pazienti affetti da azoospermia non ostruttiva, eliminando potenzialmente i disagi a cui vanno incontro questi pazienti dopo biopsie. Ulteriori studi sono necessari per la valutazione di questa tecnica in vivo, ma comunque si dimostra che può essere definita una specifica “firma metabolica” per almeno due diverse istologie testicolari (normale e SCOS).